Alice Basso e la riscoperta del ghostwriter

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Alice Basso e la riscoperta del ghostwriter

Oggi voglio parlarvi di Alice Basso, una scrittrice che forse conoscerete. Alice Basso è una redattrice e traduttrice che negli ultimi anni ha pubblicato quattro romanzi con Garzanti. Il primo romanzo, edito nel 2015, è L’imprevedibile piano della scrittrice senza nomeTutto ruota intorno alla figura di Vani Sarca, una giovane ghostwriter torinese dall’animo dark, che spesso si paragona a Lisbeth Salander per il suo aspetto e la scarsa empatia con chi la circonda. Vani vive da sola, sopporta a fatica la sua famiglia e 91oeWgJiNwLper lavoro entra nella testa delle persone per scrivere il libro che, da sole, non sarebbero mai riuscite a pubblicare. Questo le permette di approfondire la sua conoscenza nei campi più disparati, anche se spesso non sono per nulla interessanti. Lavora perlopiù da casa: il ciuffo nero che le copre gli occhi pesantemente truccati e il lungo impermeabile liso che indossa non ispirano grande fiducia nei clienti della casa editrice con cui collabora. Non sembrano scoraggiare però l’ispettore di polizia Berganza, che apprezza la sua capacità di capire al volo cosa pensano le persone. I due si trovano a collaborare quando una scrittrice per cui Vani stava collaborando scompare nel nulla. Berganza sembra davvero il classico ispettore dei romanzi gialli: impermeabile, sigarette, carattere burbero. E proprio per questo Vani si trova perfettamente a suo agio con lui. Nel frattempo, una vecchia conoscenza di Vani ritorna nella sua vita: Riccardo, un autore di successo per cui aveva creato una geniale proposta editoriale che l’aveva innalzato a uno dei migliori scrittori italiani contemporanei. Dopo aver ottenuto il suo successo e averla ignorata per mesi, Riccardo ripiomba nella sua vita e tra i due, tra incomprensioni e battibecchi, sembra nascere anche un certo affetto. Ma durerà?

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Nel secondo romanzo, Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Vani non ricorre all’ispettore Berganza per le sue doti investigative, bensì per quelle culinarie. Dovendo scrivere un libro di memorie e ricette a nome della cuoca di un’importante famiglia italiana, scopre che le sue scarse – inesistenti – capacità in cucina sono un vero problema. Anche Riccardo è ancora (purtroppo?) nella sua vita e Vani comincia a sentirsi divisa tra i due uomini, che la interessano per motivi diversi. Ma anche questo è un giallo, e si va a rispolverare un vecchio delitto mai veramente risolto riguardante la nota famiglia torinese al centro del libro che Vani deve produrre.

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In Non ditelo allo scrittore (2017), Vani sembra aver deciso quale dei due uomini vuole, eppure entrambi sono ancora presenti nella sua vita. Questa volta la missione della nostra ghostwriter è scovare un suo simile: l’anonimo autore di uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana contemporanea. Per farlo non può basarsi solo sulle sue doti intellettive, avrà bisogno dell’aiuto di qualcuno che sappia farsi forza del proprio fascino per attirare a sé il loro obiettivo: Riccardo. Anche Berganza ha bisogno del suo aiuto per un’importante indagine, e così tra mistero e sarcasmo il trio è ancora al centro della storia. Ma questo romanzo ci porta anche indietro nel tempo, agli anni in cui Vani era solo una ragazzina insicura che non aveva ancora trovato il proprio posto nel mondo. Diventa allora anche un romanzo intimo, personale, di crescita.

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E siamo arrivati al 2018, all’ultimo romanzo pubblicato: La scrittrice del misteroVani e l’uomo di cui è innamorata – ormai possiamo dirlo – sono all’inizio della loro relazione, ma il trio è ancora lì. Riccardo è minacciato di morte e Berganza ha il dovere di vigilare e proteggerlo: Vani è nel mezzo. Un nuovo mistero, un nuovo caso editoriale… E questa volta anche un dramma familiare. Vani è sempre stata confrontata alla sorella: bella, bionda, perfetta. Sposata e madre di due gemellini, tutto sembra andare per il verso giusto nella sua vita. Eppure non è così. Il rapporto con il marito non è quello che si definirebbe “sano”, e tocca a Vani intervenire per salvare la sorella e riportarla a una vita felice. E vi lascio una meravigliosa citazione di questo romanzo:

Ridiamo un sacco e a lungo. È una fortuna che siamo da soli. Gli innamorati hanno bisogno di privacy per molte più ragioni di quanto si creda. Il sesso non è la più sconcia delle cose che non vanno fatte in pubblico. Ci sono gli sguardi e i sorrisi, le parole in codice, i giochi, le carezze a tempo perso: tutta roba che, a vederla da fuori, ottiene l’unico e immancabile risultato di farti sembrare un cretino.

Ma le avventure di Vani Sarca non finiscono qui! Alice Basso ha prodotto anche due brevi racconti che hanno come protagonista la nostra ghostwriter.

51YTxsxFOfLNascita di una ghostwriter entra per la prima volta in casa editrice, si fa assumere dimostrando grande abilità e carisma e risolve un piccolo caso investigativo, il tutto in poche pagine che risultano di grande conforto nell’attesa della pubblicazione del nuovo romanzo.

La ghostwriter di Babbo Natale ci presenta Vani Sarca nel periodo dell’anno che odia di più. Canzoncine, regali, vecchi film sdolcinati, famiglie che si riuniscono… Cosa ci sarà mai di bello nel Natale? Anche in questa occasione Vani riesce a diventare quasi controvoglia la protagonista della storia, risolvendo la critica41+60w8490L scomparsa del regalo di un bambino.

I romanzi di Alice Basso sono un tripudio di sarcasmo e ironia, hanno uno stile accattivante che riesce a far risultare simpatico un personaggio che, se ci capitasse davanti nella vita di tutti i giorni, forse non sapremmo apprezzare. Le avventure di Vani sanno catturare il lettore e si finisce inevitabilmente dalla sua parte.

Alice Basso è una delle mie scrittrici italiane preferite, sa catturarmi ogni volta e non delude mai le mie altissime aspettative sui suoi romanzi. Non resta che attendere il prossimo!

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Stalking Jack the Ripper di Kerri Maniscalco

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Stalking Jack the Ripper

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Kerri Maniscalco

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Destinato alla fascia di lettori young adult, Stalking Jack the Ripper è un romanzo dalle tinte gotiche che ruota attorno alla diciasettenne Audrey Rose Wadsworth, che condivide la stessa età dei suoi lettori ideali. La ragazza, figlia di un importante Lord londinese e orfana di madre, vive con un padre ossessionato dal timore che possa capitarle qualcosa e con il fratello che non sembra avere uno scopo ben chiaro nella vita. La sua indole non corrisponde a quella delle classiche debuttanti di fine secolo, alla compagnia delle sue coetanee predilige quella dello zio, professore di medicina legale.

La protagonista, consapevole della sconvenienza della sua passione, non può però evitare il fascino che prova per l’attività praticata dallo zio paterno e desidera seguire le sue orme. Nella scena iniziale, la troviamo nel bel mezzo di un’autopsia, un banco di prova per convincere lo zio ad ammetterla a seguire, sotto mentite spoglie, il corso di medicina legale che tiene all’Harrow School for Boys. Prima ancora di entrare in aula, incontra un altro studente che sembra conoscere piuttosto bene il professor Wadworth. Il suo nome è Thomas Cresswell.

Inizialmente reticente all’idea di accogliere come sua pari una ragazza, imparerà ad apprezzarne le doti e i due si ritroveranno ad appoggiarsi l’uno all’altra nel loro percorso di formazione, che progredirà insieme a un sentimento sempre più forte di amicizia e attrazione. I casi che si troveranno a indagare non saranno morti comuni: i loro soggetti di studio saranno le vittime di Jack lo Squartatore.

Le difficoltà aumenteranno nel momento in cui Audrey Rose si renderà conto che alcune delle vittime avevano avuto rapporti con membri della sua famiglia, e il dubbio di conoscere intimamente un insospettabile assassino si insinuerà nella sua vita. Che sia suo zio? Suo padre? O magari Thomas?

Restia a fidarsi ma impossibilitata a indagare da sola, Audrey Rose cercherà di risolvere il mistero e fermare il serial killer che terrorizza Londra. Ma la verità si rivelerà molto diversa da quanto aveva immaginato…

Al momento la serie prevede quattro romanzi, in cui i protagonisti principali, Audrey Rose e Thomas, affrontano diversi casi in contesti sempre nuovi. Il secondo, Hunting Prince Dracula (2017), vede i due giovani alle prese con degli omicidi che hanno luogo in Romania, dove si sono recati per frequentare una delle migliori scuole di medicina legale. Il terzo, Escaping from Houdini, è appena stato pubblicato (settembre 2018), e vede le loro avventure proseguire a bordo dell’Etruria, diretta a New York. Il quarto volume, il cui titolo non è ancora stato diffuso, è invece previsto per il 2019.

Purtroppo quest’autrice promettente non è ancora stata tradotta in italiano, quindi rispolverate il vostro inglese o armatevi di pazienza finché non arriverà anche nelle nostre librerie!

Titolo: Stalking Jack the Ripper
Autore: Kerri Maniscalco
Editore: Little, Brown Young Readers US
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN: 9780316273510
Prezzo: 10.50€

La sesta moglie di Philippa Gregory

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La sesta moglie

di

Philippa Gregory

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Caterina d’Aragona.
Anna Bolena.
Jane Seymour.
Anna di Clèves.
Caterina Howard.
Caterina Parr.

La serie di romanzi Tudor di Philippa Gregory raggiunge finalmente l’ultima delle sei mogli di Enrico VIII. A differenza delle precedenti, Caterina Parr non era stata cresciuta come una principessa, non aveva vissuto a corte, aveva saputo del susseguirsi delle regine dal lontano Nord dell’Inghilterra. Non aveva visto quelle donne scambiarsi di posto, venire scacciate, umiliate, condannate.

Dopo due matrimoni finiti infelici, Caterina trova l’amore della sua vita, Thomas Seymour, fratello della defunta regina Jane. La loro relazione è tenuta segreta per rispettare il periodo di vedovanza, ma entrambi sognano un futuro insieme. Un sogno che viene infranto quando Enrico, ormai sessantenne, decide di chiederla in moglie. E chi potrebbe mai rifiutare una simile offerta?

Anche se l’idea di sposare un uomo con il doppio dei suoi anni, gonfio di grasso, cibo e vino, con una gamba malandata e una ferita puzzolente la disgusta, Caterina sa che non ha scelta. Non si può dire di no al re.

Si fa forza con la preghiera, si convince che se Dio l’ha chiamata a questo matrimonio deve esserci un motivo. Dando ascolto alla sorella, che invece ha vissuto a corte tutta la vita e ha visto come il re sia influenzabile e umorale, Caterina comincia a studiare e riflettere, giungendo a una posizione inusuale per una donna.

Intraprende una profonda meditazione sul testo biblico, in un periodo storico e politico fortemente combattuto, in cui i conservatori della vecchia fede cattolica e i riformisti si alternano nelle grazie del re, che non chiarisce la sua posizione e sembra prendersi gioco dei due schieramenti. Caterina propende presto per la fede riformata, che non crede nei rituali cattolici, nelle indulgenze, nelle cappellanie, nella mediazione dei preti e del latino incomprensibile al popolo. Lavora a una traduzione dei testi sacri e li pubblica: è la prima donna a fare una cosa simile in Inghilterra.

Caterina Parr è la regina erudita, studiosa, che si circonda di predicatori e pensatori.

Caterina Parr è anche la donna che ha saputo riunire i tre figli del re: il principe Edward, l’erede, Maria ed Elisabetta. Per loro diventa una madre e un’amica, li tiene alla sua corte e li aiuta, tenta di proteggerli anche da loro padre.

Caterina è una donna semplice che viene innalzata a una posizione che non aveva mai sperato di raggiungere, che non può evitare, che è allo stesso tempo una gioia e una prigione. Il suo matrimonio dura quattro anni e finisce con la morte del sovrano, ma in questo periodo più di una volta ha pensato che sarebbe finito con la sua, di morte. Una regina che difende la fede riformata, che pensa, che si circonda di donne intelligenti non può essere amata da tutti. È vittima di intrighi e complotti che tentano di farla dichiarare eretica, per toglierla di mezzo e riportare l’Inghilterra alla fede cattolica, o che semplicemente vogliono sostituirla con un’altra ragazza più malleabile.

Ma alla fine Caterina vince, anche se la sopravvivenza costa caro: l’amore, la dignità, l’orgoglio, la passione, l’indipendenza.

Philippa Gregory conclude il romanzo con la sua nuova vedovanza, non ci parla della sua vita negli anni a venire (sappiamo che muore di parto dopo poco tempo, finalmente sposata a Thomas Seymour). L’autrice ci lascia con i suoi sogni, la speranza per un futuro brillante e felice.
Di tutte le mogli di Enrico, è l’unica a essergli sopravvissuta senza perdere nulla.
Caterina d’Aragona, infanta di Spagna, è stata messa da parte, umiliata.
Anna Bolena, accusata di essere una strega, è stata giustiziata.
Jane Seymour, l’unica ad avergli dato un figlio maschio, è morta di parto e per questo è sempre stata ricordata con amore dal re, perché gli aveva dato quello che voleva e non gli aveva lasciato il tempo di stancarsi di lei.
Anna di Clèves, troppo lontana dalle bellezze che interessavano il re, è stata messa da parte,  fortunatamente in vita.
Caterina Howard, una ragazzina innamorata, è stata condannata a morte per averlo tradito.
Con Caterina Parr si conclude il ciclo delle mogli Tudor.

Titolo: La sesta moglie
Autore: Philippa Gregory
Editore: Sperling & Kupfer
Traduttore: Marina Deppisch
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788820064716
Prezzo: 19.90€

Vox di Christina Dalcher

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Vox

di

Christina Dalcher

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Scroll the page for the English review

Vox è un romanzo che fa riflettere, che catapulta il lettore in un mondo dove tutto è andato a catafascio, che realizza uno dei peggiori incubi ipotizzabili. Come tutti i romanzi distopici, Vox rispetta uno schema basilare: un governo autoritario e despotico, una classe dominante e una classe dominata, un controllo repressivo spesso e volentieri alla base di torture e massacri. In questo caso, il divario tra dominatori e dominati trova le sue origini in un fondamentalismo religioso malato, che apre la Bibbia, ne esalta i passaggi dedicati all’inferiorità delle donne sugli uomini e si propone di ricostruire da questi presupposti una società pura. Così si definiscono infatti i fedeli: Puri.

Nel mondo puro gli uomini sono a capo del potere, in famiglia e in società. Le donne non lavorano, non leggono e non parlano. O meglio, le donne pure hanno a disposizione 100 parole al giorno, per comunicare non sono ammessi né linguaggi non verbali, né la scrittura. Le donne impure, traditrici, infedeli, ribelli, ne hanno a disposizione 0. Tutte hanno al braccio un contatore settato alla loro voce, che per ogni parola oltre la soglia massima emette dolorose scariche elettriche.

La protagonista, Jean, sposata, madre di tre figli maschi e una femmina, osserva in silenzio la progressiva distruzione della società americana. Jean è anche una neurolinguista, una delle migliori del paese, e prima di essere ridotta al silenzio stava lavorando a una cura per l’afasia di Wernicke, una sindrome che condanna chi ne è colpito a pronunciare parole senza senso. Quando il fratello del presidente ha improvvisamente bisogno di questa cura, Jean ritrova una certa libertà e scopre di avere il potere di porre fine a questa dittatura fondamentalista e misogina, ma non sarà facile. I rischi sono molti, il prezzo da pagare potrebbe essere troppo. Ma cosa si è disposti a fare per salvare se stessi, la propria famiglia, il mondo intero?

Vox è un romanzo distopico, che si aggiunge a una corrente di opere che vantano nomi importanti, che hanno dato una svolta alla letteratura moderna e contemporanea. Basti pensare a George Orwell, Ray Bradbury o Aldous Huxley, che possono essere visti come i principali fondatori di questo genere. Oggi il nome che si associa immediatamente alla letteratura distopica è quello di Margaret Atwood, che con Il racconto dell’ancella (ora anche serie tv di successo), ha raccolto l’attenzione dei lettori per più di trent’anni. I richiami all’opera della Atwood sono forti, soprattutto nelle prime pagine, ed è certamente anche grazie alla diffusione mediatica della serie tv The Handmaid’s Tale che Vox ha catturato l’attenzione di tanti lettori. Christina Dalcher e i suoi editori hanno sapientemente sfruttato il momento ideale per pubblicare un romanzo distopico. Attenzione, questa non è assolutamente una critica negativa, ma una mera osservazione sul mercato editoriale. Ho apprezzato molto il romanzo, che partendo da un’atmosfera di deja vu ha saputo sviluppare una propria personalità, una particolarità che lo rende unico. Christina Dalcher ha lavorato molti anni come linguista e ha saputo sfruttare le sue conoscenze per creare un romanzo che ruota attorno a una condizione che conosceva bene, rendendo la narrazione interessante con elementi di thriller, azione, ma anche romanticismo e dramma. Un connubio potente e assolutamente vincente.

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Vox is a novel that leads to reflection, that plunges the reader in a world where everything has gone wrong, that brings to life one of the worst possible nightmares. Like every dystopic novel, Vox abides to a basic framework: an autocratic and authoritative government, a ruling class and a subdued one, a repressive control that often relies on tortures and carnages. In this instance, the discrimination policy has its origin in a sick religious fundamentalism that takes the Bible, enhances the excerpts concerning women’s inferiority and suggests to recreate a Pure society on this basis. This is indeed how the believers define themselves: the Pure.

In the Pure world, men are in power, both in the domestic and in the public environment. Women do not work, do not read and do not speak. Or rather, Pure women have a maximum of 100 words per day at their disposal; they cannot use non verbal systems or writing to communicate. Impure women, traitors, non-believers, rebels, have 0. They all have a wrist counter set to their voice, which delivers painful electrical shocks for each word beyond the maximum.

The main protagonist, Jean, is married, mother of three boys and a little girl. She silently watches the gradual destruction of the American society. Jean is also an incredible neurolinguist, and she was working to find a cure for Wernicke’s aphasia, an illness that sentences who is affected by it to pronounce meaningless words. Her research stopped when she was forced into silence, but when the president’s brother suddenly needs that cure, Jean is given back a certain freedom and finds out that she has the power of putting an end to the fundamentalist and misogynous dictatorship. Of course, it will not be easy. This enterprise entails great risks and the price to pay might be too high. But what would you be willing to do to save yourself, your family, the whole world?

Vox is a dystopic novel which joins in a series of literary works that can boast themselves of important authors, representing a turning point for modern and contemporary literature. Just think of George Orwell, Ray Bradbury or Aldous Huxley, who can be seen as the pioneers of this genre. Today the first name that comes to mind when thinking of dystopic literature is Margaret Atwood, who has conquered readers for more than thirty years with The Handmaid’s Tale (which is now also a successful television series). There are recognizable hints to Atwood’s work in Vox, especially in the first pages, and a part of its success among readers is certainly due to The Handmaid’s Tale’s high media coverage. Christina Dalcher and her editor have wisely taken advantage of this ideal moment for publishing a dystopic novel. I’m not criticising them, not at all, this is merely an observation of the publishing industry. I really liked this novel, which develops its own personality, its own peculiarity, its own uniqueness from a déjà vu environment. Christina Dalcher has worked for several years as a linguist and she has used her knowledge to create a novel about a syndrome that she knows well, adding shades of thriller, action, romance and drama to the narrative. A powerful and absolutely winning union.

 

Titolo: Vox
Autore: Christina Dalcher
Editore: Editrice Nord
Traduttore: Barbara Ronca
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788842931386
Prezzo: 19.00€

Friend Request di Laura Marshall

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Friend Request

RICHIESTA DI AMICIZIA

di

Laura Marshall

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Cosa faresti se, aprendo Facebook, trovassi una richiesta di amicizia da una persona che sai essere morta da più di vent’anni? E se fossi implicata nella sua morte, tanto da convivere con il senso di colpa da quel tragico giorno?

È quello che succede a Louise Williams: quarantenne, divorziata, madre single di un adorabile bambino di quattro anni.

La richiesta di amicizia di Maria Weston, scomparsa nel nulla la sera della festa di fine anno di una vita fa, e l’improvviso invito alla rimpatriata dei suoi compagni di liceo sconvolgono la sua vita.

Louise ha tagliato i ponti con tutti coloro che hanno riempito la sua adolescenza, tranne il suo ex marito Sam, l’unico uomo con cui ha saputo lasciarsi andare perché solo lui la capiva, solo lui sapeva cos’avevano fatto a quella dannata festa.

Si ritrova a dover rifare i conti con il suo passato, a risvegliare i timori, la paura, la vergogna, il senso di inadeguatezza, la voglia di appartenere.

Ora è cambiata, è un’altra donna: riconosce i suoi errori, ma sa che è impossibile superarli. O forse no?
Un romanzo appassionante, che catapulta il lettore negli anni bellissimi e tremendi dell’adolescenza, dove far parte del gruppo dei ragazzi popolari sembra l’unica cosa importante, dove nessun adulto sembra capire cosa significa essere giovani, dove il corpo e la mente che cambiano non sono del tutto affidabili. Un mondo duro per molti ragazzi, gli anni Ottanta in cui ancora non si parlava di bullismo come al giorno d’oggi, ma in cui era comunque una triste realtà.

Il potere delle malelingue, della cattiveria, dell’immaturità, dell’innocenza.

Un romanzo che rimette in questione tutto ciò che credevamo di sapere sull’amicizia, sull’amore, sulla sincerità, sui limiti nelle relazioni umane.

Una lettura avvincente che ci accompagna, pagina dopo pagina, verso un mistero adolescenziale che ha ripercussione sulle vite adulte di chi ne è coinvolto, un viaggio nel passato per scoprire cos’è successo di così terribile, per ricostruire un’esistenza perduta e cercare di capire la forza dirompente del desiderio di essere accettati e amati.

Titolo: Friend Request. Richiesta di amicizia
Autore: Laura Marshall
Editore: Piemme
Traduzione: Rachele Salerno
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788856665789
Prezzo: 18.90€

Donne che leggono libri proibiti di Lisi Harrison

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Donne che leggono libri proibiti

di

Lisi Harrison

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Donne che leggono libri proibiti è esattamente il genere di romanzo che non credevo avrei mai letto. Un romanzo rosa, vagamente associabile al filone erotico (perlomeno per le tematiche trattate), una di quelle storie che si trovano nella «Sezione Femminile» delle librerie e che ho sempre evitato con una certa cautela. Niente di impegnativo insomma, solo un modo per passare del tempo leggendo, ma senza impegnarsi troppo, senza impelagarsi in argomenti delicati o drammatici. Questa era la mia predisposizione quando ho scelto di dargli una chance. Ho pensato che potesse essere una lettura adeguata per la mia settimana di vacanza al mare. Non mi sbagliavo di molto. È senza dubbio una lettura leggera e veloce, con pochi colpi di drammaticità che servono per dare una svolta alla storia ed episodi talvolta comici, non di rado surreali, che dovrebbero far sognare le lettrici ma che con me non funzionano molto. Sarà colpa il mio spirito cinico, forse. Ma è stata anche una lettura sorprendente, che ha saputo porre in luce argomenti interessanti.

Quattro amiche si riuniscono negli anni Sessanta e formano un gruppo di lettura incentrato sui libri erotici, il Dirty Book Club. Un’azione ribelle per il periodo storico e la società che le circonda. Sono Gloria, Dot, Liddy e Marjorie. Amiche d’infanzia che si fanno una promessa: trasferirsi in Francia quando i figli saranno cresciuti e i mariti schiatteranno. Ed è proprio quello che succede, qualche decennio dopo. I DBC viene lasciato in eredità a quattro trentenni molto diverse tra loro, che si conoscono a malapena, ma che le fondatrici ritengono abbiano bisogno di trovare delle amiche, e cosa c’è di meglio di un patto segreto per riuscirci? Così May-June (ma chiamatela MJ), Addie, Britt e Jules si ritrovano unite senza volerlo. E parlano di argomenti tabù negli anni Sessanta, ma che ancora oggi fanno imporporare le guance a più di qualche persona: sesso, masturbazione, vibratori, anticoncezionali, aborto…

Cosa di può essere disposti a fare per amore? Qual è il limite tra compromesso e sottomissione? Si può giustificare il tradimento?

Se queste domande vi stuzzicano, leggetelo. Non vi prometto il libro del secolo, ma una lettura irriverente e senza veli, sì.

Titolo: Donne che leggono libri proibiti
Autore: Lisa Harrison
Editore: Sperling & Kupfer
Traduzione: Roberta Zuppet
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788820064679
Prezzo: 17.90€

 

Le ragazze invisibili di Henning Mankell

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Le ragazze invisibili

di

Henning Mankell

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Non mentirò, questo libro mi ha lasciato un senso di incompiuto, di irrisolto, ma suppongo che questo fosse proprio ciò a cui mirava l’autore. Scritto nel 2001, è un testo ancora profondamente attuale, un romanzo sull’immigrazione e sul cambiamento sociale in atto nelle nostre vite.

Jesper Humlin è un poeta svedese spaventato dall’età che avanza e dal successo altrui. In un mondo editoriale in crisi, il suo editore non sembra interessato alle sue poesie e tutti coloro che lo circondano sembrano avere un sensazionale romanzo giallo nel cassetto. Cosa potrà mai unire un uomo così a delle ragazze immigrate e irregolari? Nemmeno lui pare conoscere davvero la risposta, ma in qualche modo si ritrova a dover essere il loro maestro in un improvvisato corso di scrittura creativa, che però non vede che poche parole poste sulla carta. Quello che viene svelato non è il talento artistico delle ragazze, ma le loro storie, le loro sofferenze, il loro coraggio, le loro vite, sebbene raccontate in modo disarticolato e talvolta incomprensibile.

Sono testimonianze di una realtà altra, di cui nessuno sembra curarsi, ma che colpiscono Humlin tanto da fargli venire l’idea di utilizzarle per scrivere un libro. Non poesie, non gialli, ma una testimonianza di vita vera e profonda, che mette in luce una Svezia (e un mondo intero) che non sa essere all’altezza delle sfide che incontra. Ma ci riuscirà? Le ragazze accetteranno una simile intrusione nel loro intimo, dopo tutto ciò che hanno dovuto subire?

Chiedetelo a Leyla, Tanya e Tea-Bag (sempre detto che questi siano i loro veri nomi). Quali sono le loro storie e perché le raccontano? Da chi vogliono farsi sentire? Qual è il loro obiettivo? Domande che ricevono solo parzialmente una risposta, perché come nella vita reale, anche in questo romanzo non tutto va secondo i piani utopici del protagonista. Talvolta la vita ti sorprende, nel bene e nel male, e farci i conti non è sempre facile.

Titolo: Le ragazze invisibili
Autore: Henning Mankell
Editore: Marsilio
Traduzione: Giorgio Puleo
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788831728201
Prezzo: 18.00€

All’ombra di Julius di Elizabeth Jane Howard

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All’ombra di Julius

di

Elizabeth Jane Howard

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Questo romanzo trasuda elizabeth-jane-howard-iness da ogni poro: una famiglia inglese che viene analizzata in ogni singolo membro, in ogni momento, in ogni pensiero. Trecento pagine che raccontano tre giorni ma anche una vita intera, un mondo in cambiamento.
Esme, madre di famiglia, vedova, amante, prossima ormai alla vecchiaia, che non ha mai dimenticato il suo amante e riempie le sue giornate di liste senza fini.
Cressy, primogenita, orfana di padre, vedova di guerra, alla ricerca dell’amore (ma non necessariamente del matrimonio), sempre invischiata in relazioni malsane e senza futuro.
Emma, la figlia più giovane, orfana di padre e senza amori in vista, con poca fiducia negli uomini, tutti uguali.
Felix, medico, ex amante, diviso tra i rimpianti del passato e piani incerti per il futuro.
Daniel, ragazzo particolare, reduce da una malattia non meglio definita, poeta, eccentrico.
E poi Julius, già morto da vent’anni ma sempre vivo in questo romanzo, un uomo troppo vecchio per combattere e troppo coraggioso per starsene con le mani in mano. Un eroe di guerra, come tanti altri, caduti nel silenzio.
Un finale che si può definire aperto, perché nulla di quanto fanno i personaggi nelle ultime pagine sembra definito, permanente, sicuro. Elizabeth Jane Howard colpisce ancora, sebbene la saga dei Cazalet risulti a mio avviso infinitamente migliore.
Questo è un bel romanzo, dove ritroviamo un’autrice amata, buono per passare delle ore tranquille, ma non il suo migliore.

Era tornata al punto in cui Felix l’aveva lasciata vent’anni prima, al suo primo vero amore, il cui oggetto si trovava ora a pochi metri da lei. Essere innamorata voleva dire non poter fare a meno, fisicamente, della presenza dell’altro: senza di lui ci si dimenticava ogni cosa, il tempo non aveva prospettiva né soluzione di continuità; non ci interessava di nient’altro e nient’altro era degno d’interesse.

Titolo: All’ombra di Julius
Autrice: Elizabeth Jane Howard
Editore: Fazi
Traduzione: Manuela Francescon
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788893253253
Prezzo: 20.00€

Figlie del mare di Mary Lynn Bracht

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Figlie del mare 

di 

Mary Lynn Bracht

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Ho iniziato questo romanzo, lo ammetto, solo fidandomi delle ottime opinioni condivise nel mondo dei lettori. Sapevo a malapena di cosa parlava, e quel poco non rientrava certo nelle mie corde: non sono mai stata particolarmente attratta dalle culture orientali e non dispongo di una vasta conoscenza della storia della Corea, oltre a quel poco che ci viene insegnato al liceo. Avevo messo in conto che potesse non piacermi, ma ho voluto provare. E per fortuna.

È impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle storie di Hana ed Emi, impossibile non sperare, soffrire, correre, lottare con loro. Una ragazza appena sedicenne, strappata all’infanzia dalla guerra, dalla schiavitù, dalla violenza. Una donna ultraottantenne che deve fare i conti con un passato che ferisce ma che la tiene inevitabilmente legata a sé. Due sorelle separate troppo, troppo presto, che si sono cercate, sognate, aiutate. Due anime legate nonostante la lontananza.

È un romanzo che fa male, che fa riflettere, che fa piangere (e ve lo dice una che non piange praticamente mai leggendo). Un romanzo dolorosamente meraviglioso, che porta alla luce fatti che nessuno vorrebbe ricordare, ma che non possono essere dimenticati. La schiavitù sessuale che colpisce le donne in tempo di guerra vi è raccontata in modo diretto, crudo, tanto da farti saltare un battito al cuore… Non ci sono giri di parole per descrivere la barbarie, i maltrattamenti, gli stupri, le morti. Sembra quasi impossibile da credere, come se l’autrice avesse voluto ingigantire i fatti per fare scena, ma purtroppo non è così.

Eventi così atroci erano e sono reali ed è nostro dovere ricordarli, condannarli, impedirli. Questo è quello che chiamerei un romanzo di denuncia, che con la storia finzionale di due sorelle e delle loro vite porta l’attenzione su un dramma dell’umanità. È ambientato tra Corea, Giappone e Manciuria, ma la stessa storia è stata ed è ancora vissuta da troppe donne in tutto il mondo.

È un romanzo che consiglio vivamente, avvisandovi però che la lettura non sarà facile, che ad un certo punto forse vorrete rinunciare perché ciò che leggete pone l’umanità in una luce troppo brutta, ma fatevi forza e proseguite. Ne uscirete cambiati, com’è giusto che sia. Consapevoli. Solidali. Migliori.

Le parole hanno potere, le aveva detto una volta il padre dopo aver recitato una delle sue poesie politiche. Più parole conosci, più potente diventi. Per questo i giapponesi hanno vietato la nostra lingua madre. Limitano il nostro potere limitando le nostre parole.

Titolo: Figlie del mare
Autrice: Mary Lynn Bracht
Editore: Longanesi
Traduzione: Katia Bagnoli
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788830447653
Prezzo: 18.60€

Parlare d’amore: Hermann Hesse VS E. L. James

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Senza titolo

«La bocca della donna indugiava sulla sua, continuava il gioco, stuzzicando, adescando, finché afferrò le labbra di lui con bramosa violenza e gli scosse il sangue, destandolo fin nel profondo. Nel gioco lungo e muto la donna bruna ammaestrò a poco a poco il ragazzo e si diede a lui, lo lasciò cercare e trovare, lo fece ardere e placò il suo ardore. La breve incantevole beatitudine dell’amore s’inarcò sopra di lui, s’accese come una vampa d’oro, declinò e si spense.»

 

Leggendo il romanzo di Hermann Hesse e incontrando questa citazione, non ho potuto evitare di paragonarla al romanzo del momento, il tanto decantato e allo stesso tempo criticato “Cinquanta sfumature di grigio”. Prima di parlarne, voglio dire che non l’ho letto e non ho intenzione di farlo, perlomeno non ora. Non ho quindi intenzione di criticarlo, non ho le conoscenze per farlo, prenderò il lavoro di E. L. James come esempio, ma i miei commenti non si riferiranno nello specifico a questo romanzo, sono rivolti più in generale allo stile narrativo di questi giorni.

Questo passaggio di “Narciso e Boccadoro” narra la prima esperienza sessuale di Boccadoro con una donna: voglio confrontarla con estratti del primo bacio e della prima volta di Anastasia Steele e Christian Grey.

 

Passaggio n° 1: Il bacio

 

La bocca della donna indugiava sulla sua, continuava il gioco, stuzzicando, adescando, finché afferrò le labbra di lui con bramosa violenza e gli scosse il sangue, destandolo fin nel profondo.

 

 

 

Gemo nella sua bocca, lasciando un varco alla sua lingua. Lui ne approfitta, esplorandomi la bocca con fare esperto. Non sono mai stata baciata così. La mia lingua accarezza esitante la sua e si unisce a lei in una lenta danza erotica fatta di contatti e sensazioni, sussulti e stoccate.

L’esperta Lisa bacia Boccadoro, iniziandolo ai piaceri dell’amore e risvegliando in lui sensazioni nuove e intense.
L’esperto Christian “assale” Anastasia, baciandola come nessuno aveva fatto prima.
In entrambi i casi c’è un navigato amante e un innocente illibato.

Passaggio n° 2: La prima volta

Nel gioco lungo e muto la donna bruna ammaestrò a poco a poco il ragazzo e si diede a lui, lo lasciò cercare e trovare, lo fece ardere e placò il suo ardore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’inizio scivola lentamente dentro e fuori. E io, a mano a mano che mi abituo a quella sensazione, muovo esitante i fianchi verso i suoi.

Accelera. Io gemo, e lui continua a spingere, guadagnando velocità, un ritmo spietato e irrefrenabile, e io cerco di stare al passo, rispondendo alle sue spinte. Mi afferra la testa e mi bacia con violenza, mordendomi di nuovo il labbro inferiore. Si sposta leggermente, e sento qualcosa montare dentro di me, come prima. Inizio a irrigidirmi, mentre lui continua a spingere. Il mio corpo freme, si inarca, coprendosi di un velo di sudore. “Oddio”… Non immaginavo che fosse così… Non immaginavo che fosse così bello.

Lisa seduce Boccadoro, donando e ricevendo amore.
Christian seduce Anastasia, iniziandola al sesso “alla vaniglia”.
Sia Boccadoro che Anastasia sperimentano, tentano di capire cosa fare in quell’esperienza nuova, sotto la guida dei loro maestri.

Passaggio n° 3: La conclusione

La breve incantevole beatitudine dell’amore s’inarcò sopra di lui, s’accese come una vampa d’oro, declinò e si spense.

«Vieni per me, Ana» mormora con il fiato corto, e le sue parole mi sciolgono, mi fanno esplodere sotto il suo peso. Quando viene, lui urla il mio nome e spinge sempre più forte, e infine si ferma, mentre si svuota dentro di me.

Il piacere sale, giunge al culmine e lentamente scema.

Le esperienze narrate sono le stesse, ma lo stile utilizzato è diverso.
La descrizione di Hermann Hesse è sensibilmente più breve, ma non per questo diventa difficile comprendere cosa stia succedendo. Le sue parole sono sensuali e melodiche; le frasi rappresentano un momento magico con uno stile armonioso.
La narrazione di E. L. James è molto più lunga, con uno stile più semplice e diretto, analitico nella descrizione di ogni movimento, gesto e parola pronunciata.
Ovviamente i romanzi hanno scopi dissimili, sono scritti in epoche differenti e di conseguenza è normale che riportino queste diversità.
Ma è davvero necessario scendere così nel dettaglio per descrivere una scena d’amore oggigiorno? Non è più possibile raccontare un momento tanto intimo senza nominare tutte le parti del nostro corpo per concentrarci invece sui sentimenti?

 

Ci tengo a precisare che la scelta di “Cinquanta sfumature di grigio” per questo confronto è dettata solo dal fatto che è il romanzo più noto al momento, ma se ne trovano a decine di simili, quindi questo non è un attacco alla scrittrice o al suo lavoro.